adultera1

RINGRAZIAMENTO ALLA COMUNIONE

Gesù, è un puro caso

che al posto della donna adultera non ci sia stato io!

Lei è come il mio specchio: mi rivela debolezze e tre­sche.

Quante volte nella mia vita ti ho tradito

e recriminando af­fetto ti sono stato infedele.

Sono riuscito a scappare!

Dinanzi al pericolo si fugge e s’abbandona!

Pietà di me, Gesù, che presuntuoso

credo d’essere più furbo degli altri e sfido gli eventi.

“Nessuno si accorgerà”, mi dico,

e quan­do sono scoperto

mi corrode l’umiliazione e la vergogna.

“Potevo pensarci prima!” mi dico. Ma quando?

Quando mi credevo forte e scaltro come una volpe?

Pietà per ogni forma di discriminazio­ne

nei confronti delle donne. Umiliate.

Pietà di me, Signore, che mi rifletto anche in chi accusa!

Pietà di me, che fisso lo sguardo sulle pagliuzze altrui!

Pietà di me, pron­to a scagliare pietre

contro quanti commettono le mie stesse ma­lefatte.

Pietà di me, Signore, che dinanzi alla fragilità degli altri

mi sento giusto e santo.

Pietà per tutte quelle volte

che ho tirato le pietre della detrazione.

Sferzante, ho pettegolato. Pungente, ho criticato.

Maligno, ho calunniato.

Nel mio pantano ho fatto ca­dere

quanti commettevano le mie stesse iniquità!

Ma è a te, Maestro Gesù, che devo chiedere perdono soltanto?

Od implorare pietà a chi ho abbandonato

a un futuro solitario per non essere coinvolto?!

O forse a me stesso concedere perdo­no,

al posto del disprezzo con il quale ho ucciso

la mia capacità di compatire?!

Sì, a me stesso offrire perdono

e finalmente libe­rarmi delle travi

ed assolvermi per tutte le volte

che, debole per la solitudine,

ho ricercato compagnia elemosinando amore.

Grazie, Gesù di Nazareth, per tutte quelle volte

in cui colto in flagranza non mi hai messo a disagio,

ridonandomi dignità, fa­cendomi sentire amato.

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